Ritornando a casa - Verona Porta Nuova

Avrà qualche anno meno di me, la barba ben fatta, i capelli corti senza sbavature, per bagaglio un borsone verde militare. Parla al telefono è già la seconda telefonata, mi metto ad ascoltare mentre aspetto che arrivi il treno, si lamenta di quanto ci vuole a ritornare a casa, domenica alle 23 deve essere di nuovo in caserma. Parla con la fidanzata si capisce dal suono della voce, più dolce rispetto alla telefonata ai genitori di qualche minuto prima, più asciutta, solo un orario per farsi venire a prendere alla stazione e un “ciao mamma”. Ha la faccia affilata e le braccia muscolose, aspetta le sue poche ore di libera uscita, solo un tuffo rapido nella vita del paese, una birra con gli amici e un film con la fidanzata.
C’è il sole a Verona, sembra quasi primavera, finisce la telefonata con bacio, il nostro treno arriva lento e lento riparte verso sud.


8
Feb 15
[Fossòli-Birkenau, con l’accento tedesco sulla o, è la tratta  dal campo di concentramento di Fossoli alla Juden Ramp di  Oświęcim,  cioè Auschwitz, che han percorso col treno in tanti, a quei tempi là,  e mica per scelta. La stessa tratta da otto anni viene attraversata da  centinaia di studenti delle scuole superiori, intorno al 27 di gennaio.  Si parte dalla stazione di Carpi, il 25, con un sole che non sembra  inverno, e si arriva la mattina successiva a Kraków-Płaszów, nella neve  ghiacciata di una Polonia grigia e inospitale.]
Viaggiare in treno, su quel treno, di notte, chi l’ha già fatto lo sa, è  qualcosa di magico. Sarete 550 ragazzi delle scuole e un centinaio di  adulti, circa. Appena arrivati alla stazione, cercate l’agenzia di  viaggio a cui si sono affidati quelli della Fondazione Ex Campo di Fossoli,  vi daranno una busta con informazioni sulle tempistiche del viaggio, le  visite che farete, i numeri da chiamare in caso di emergenza ma,  soprattutto, vi assegneranno il posto in carrozza e sull’autobus, e sarà  quello per tutto il viaggio. Alla partenza non riuscirete a stare nel  piazzale, e mentre le autorità vi ricorderanno cos’è stato e cos’è  questo viaggio per loro e per la collettività, uno di voi farà caso alla  dimensione, all’insieme, al mucchio di persone in attesa di partire. Poi si sale a bordo e iniziano gli addii dal finestrino. (…)
(Carlo Dulinizo e il Many raccontano il loro viaggio sul treno della memoria, da leggere tutto qua: Treno della Memoria 2012, prima parte: il Treno. | No Borders Magazine)

[Fossòli-Birkenau, con l’accento tedesco sulla o, è la tratta dal campo di concentramento di Fossoli alla Juden Ramp di  Oświęcim, cioè Auschwitz, che han percorso col treno in tanti, a quei tempi là, e mica per scelta. La stessa tratta da otto anni viene attraversata da centinaia di studenti delle scuole superiori, intorno al 27 di gennaio. Si parte dalla stazione di Carpi, il 25, con un sole che non sembra inverno, e si arriva la mattina successiva a Kraków-Płaszów, nella neve ghiacciata di una Polonia grigia e inospitale.]

Viaggiare in treno, su quel treno, di notte, chi l’ha già fatto lo sa, è qualcosa di magico. Sarete 550 ragazzi delle scuole e un centinaio di adulti, circa. Appena arrivati alla stazione, cercate l’agenzia di viaggio a cui si sono affidati quelli della Fondazione Ex Campo di Fossoli, vi daranno una busta con informazioni sulle tempistiche del viaggio, le visite che farete, i numeri da chiamare in caso di emergenza ma, soprattutto, vi assegneranno il posto in carrozza e sull’autobus, e sarà quello per tutto il viaggio. Alla partenza non riuscirete a stare nel piazzale, e mentre le autorità vi ricorderanno cos’è stato e cos’è questo viaggio per loro e per la collettività, uno di voi farà caso alla dimensione, all’insieme, al mucchio di persone in attesa di partire. Poi si sale a bordo e iniziano gli addii dal finestrino. (…)

(Carlo Dulinizo e il Many raccontano il loro viaggio sul treno della memoria, da leggere tutto qua: Treno della Memoria 2012, prima parte: il Treno. | No Borders Magazine)


18
Feb 08

9000km, 7 giorni, 1000 fermate e luoghi che non puoi vedere in modo diverso.
Chi non ha sognato di prendere quel treno lì, quello che parte da Mosca e arriva a Vladivostok?


2
Feb 03
(via Lunar New Year 2012 - The Big Picture - Boston.com)

10
Gen 27
tburaku:

Binario 21 - Stazione Centrale, Milano
”Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere fra una ventina d’anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera, potranno affermare o negare qualsiasi cosa.”  - Primo Levi

tburaku:

Binario 21 - Stazione Centrale, Milano

”Spaventa il pensiero di quanto potrà accadere fra una ventina d’anni quando tutti i testimoni saranno spariti. Allora i falsari avranno via libera, potranno affermare o negare qualsiasi cosa.”
- Primo Levi

(Fonte: slidingaway)


Vietato attravarsare i binari - Bellaria

«Vietato attraversare i binari»
Questa cosa la sanno anche i sassi, è pericoloso e non si deve fare. Fa parte di quelle regole che impari a rispettare, tipo non usare la corsia di emergenza per sorpassare oppure non passare davanti in una fila di persone. Poi però capita di essere costretti ad infrangerle, le regole, come in stazione a Bellaria, stazione che ha solo due binari e nessun sottopassaggio, e allora sei costretto a zampettare tra i binari; e niente, lo faccio, però ecco, mi sento un po’ sporco dopo.

[mcalamelli]


Auguri - San Benedetto SCP

Il treno riparte lentamente, San Bendetto V S dice il cartello della stazione. Il vagone è caldo, quel caldo che addormenta. Una persona con una giacca arancione attraversa i binari. Dall’altro lato un magazzino, è fatto a capanna, sembra quella del presepe. Sul tetto spiovente qualcuno, forse qualche ferroviere, ha appeso una fila di lucette colorate e una scritta Auguri che si illumina di rosso. Il treni accelera, si lancia in discesa, rotola via tranquillo. Alzo il volume della musica e aspetto casa.


5
Nov 28
È che il suono classico della batteria, quello della bacchetta sul piatto, quel suono che fa cicci-ci cicci-ci cicci-ci cicci-ci, quello lì, è il rumore del treno. (*)

È che il suono classico della batteria, quello della bacchetta sul piatto, quel suono che fa cicci-ci cicci-ci cicci-ci cicci-ci, quello lì, è il rumore del treno. (*)


13
Nov 25
manyinwonderland:


Sono ferroviere. Cioè: ero, mi devo abituare a dire ero. Quando sono arrivato non mi hanno nemmeno fatto passare per il controllo regolare, sapevano già tutto, mi hanno portato dai capi per la registrazione e mi hanno chiesto di mimare che tipo di lavoro facevo in Italia per le Ferrovie. Zug! mi dicevano, io all’inizio non capivo, poi un sottoufficiale ha tradotto treno e allora Sì, ho detto, io sono un ferroviere e ne so di treni. Ma loro già lo sapevano.

Questa storia è ispirata alla vicenda di Domenico Schiavone, deportato al lager di Dortmund nel 1943, dove lavorava per il ripristino delle rotaie. Una volta, tra il fuoco tedesco e quello americano, preferì tornare nel campo e prenderle di santa ragione per aver tentato la fuga. Il 25 novembre 2010 è stato insignito di una medaglia d’oro alla memoria per la i sacrifici fatti durante gli anni di prigionia.

manyinwonderland:

Sono ferroviere. Cioè: ero, mi devo abituare a dire ero. Quando sono arrivato non mi hanno nemmeno fatto passare per il controllo regolare, sapevano già tutto, mi hanno portato dai capi per la registrazione e mi hanno chiesto di mimare che tipo di lavoro facevo in Italia per le Ferrovie. Zug! mi dicevano, io all’inizio non capivo, poi un sottoufficiale ha tradotto treno e allora Sì, ho detto, io sono un ferroviere e ne so di treni. Ma loro già lo sapevano.

Questa storia è ispirata alla vicenda di Domenico Schiavone, deportato al lager di Dortmund nel 1943, dove lavorava per il ripristino delle rotaie. Una volta, tra il fuoco tedesco e quello americano, preferì tornare nel campo e prenderle di santa ragione per aver tentato la fuga. Il 25 novembre 2010 è stato insignito di una medaglia d’oro alla memoria per la i sacrifici fatti durante gli anni di prigionia.


2
Nov 09
“E come spesso mi accade, intravedo il presente tra i vagoni di un  treno, forse uno degli ultimi avamposti in cui persone diverse sono costrette a stare assieme, a condividere aria, disagi, fortune e sfortune.”
(Governo di Unità Nazionale - Ciccsoft)

“E come spesso mi accade, intravedo il presente tra i vagoni di un treno, forse uno degli ultimi avamposti in cui persone diverse sono costrette a stare assieme, a condividere aria, disagi, fortune e sfortune.”

(Governo di Unità Nazionale - Ciccsoft)