[Fossòli-Birkenau, con l’accento tedesco sulla o, è la tratta  dal campo di concentramento di Fossoli alla Juden Ramp di  Oświęcim,  cioè Auschwitz, che han percorso col treno in tanti, a quei tempi là,  e mica per scelta. La stessa tratta da otto anni viene attraversata da  centinaia di studenti delle scuole superiori, intorno al 27 di gennaio.  Si parte dalla stazione di Carpi, il 25, con un sole che non sembra  inverno, e si arriva la mattina successiva a Kraków-Płaszów, nella neve  ghiacciata di una Polonia grigia e inospitale.]
Viaggiare in treno, su quel treno, di notte, chi l’ha già fatto lo sa, è  qualcosa di magico. Sarete 550 ragazzi delle scuole e un centinaio di  adulti, circa. Appena arrivati alla stazione, cercate l’agenzia di  viaggio a cui si sono affidati quelli della Fondazione Ex Campo di Fossoli,  vi daranno una busta con informazioni sulle tempistiche del viaggio, le  visite che farete, i numeri da chiamare in caso di emergenza ma,  soprattutto, vi assegneranno il posto in carrozza e sull’autobus, e sarà  quello per tutto il viaggio. Alla partenza non riuscirete a stare nel  piazzale, e mentre le autorità vi ricorderanno cos’è stato e cos’è  questo viaggio per loro e per la collettività, uno di voi farà caso alla  dimensione, all’insieme, al mucchio di persone in attesa di partire. Poi si sale a bordo e iniziano gli addii dal finestrino. (…)
(Carlo Dulinizo e il Many raccontano il loro viaggio sul treno della memoria, da leggere tutto qua: Treno della Memoria 2012, prima parte: il Treno. | No Borders Magazine)

[Fossòli-Birkenau, con l’accento tedesco sulla o, è la tratta dal campo di concentramento di Fossoli alla Juden Ramp di  Oświęcim, cioè Auschwitz, che han percorso col treno in tanti, a quei tempi là, e mica per scelta. La stessa tratta da otto anni viene attraversata da centinaia di studenti delle scuole superiori, intorno al 27 di gennaio. Si parte dalla stazione di Carpi, il 25, con un sole che non sembra inverno, e si arriva la mattina successiva a Kraków-Płaszów, nella neve ghiacciata di una Polonia grigia e inospitale.]

Viaggiare in treno, su quel treno, di notte, chi l’ha già fatto lo sa, è qualcosa di magico. Sarete 550 ragazzi delle scuole e un centinaio di adulti, circa. Appena arrivati alla stazione, cercate l’agenzia di viaggio a cui si sono affidati quelli della Fondazione Ex Campo di Fossoli, vi daranno una busta con informazioni sulle tempistiche del viaggio, le visite che farete, i numeri da chiamare in caso di emergenza ma, soprattutto, vi assegneranno il posto in carrozza e sull’autobus, e sarà quello per tutto il viaggio. Alla partenza non riuscirete a stare nel piazzale, e mentre le autorità vi ricorderanno cos’è stato e cos’è questo viaggio per loro e per la collettività, uno di voi farà caso alla dimensione, all’insieme, al mucchio di persone in attesa di partire. Poi si sale a bordo e iniziano gli addii dal finestrino. (…)

(Carlo Dulinizo e il Many raccontano il loro viaggio sul treno della memoria, da leggere tutto qua: Treno della Memoria 2012, prima parte: il Treno. | No Borders Magazine)